ORIGINE DELLA FIERA DI SAN MICHELE ARGANGELO

La fiera dell’8 maggio, festa di S.Michele Arcangelo, ha origini molto antiche: il bando risale infatti al 1600. Ottenerla fu “certamente una bella prova di forza” , come asserisce G.Comez nel volume “Vicende storiche di Fratta Todina”.

Gli huomini del Castello, che ne avevano chiesto l’istituzione, si videro respingere l’istanza dal consiglio generale di Todi, il 27 aprile 1600, perché una fiera a Fratta avrebbe arrecato danni a quella di Acquasparta, voluta da Federico I Cesi duca della città.

Ma il Castello della Fratta godeva di un alto protettorato, quello del vescovo Angelo Cesi, già presbitero nella chiesa di S.Savino dal 1560 a Maggio del 1565, che qui aveva le sue terre, i cui prodotti andavano commercializzati.

Il privilegio della Fiera fu espressione di un benessere economico nuovo, di cui la comunità della Fratta ha potuto godere a seguito di una ritrovata pace dopo le vicende dei secoli precedenti che resero questi luoghi teatro di continue battaglie.

Per l’occasione della Fiera di Maggio, gli amministratori del Castello, i massari, nominavano i soprastanti, cioè coloro che avevano pieni poteri, di giustizia e di polizia sulle materie contemplate dal primo bando, sulla base del quale, ogni anno, una quindicina di giorni prima della Fiera, se ne bandiva uno nuovo, previa approvazione del Delegato Apostolico.

Tra i compiti dei soprastanti c’era anche quello di redigere un processo, una relazione in cui si registravano i movimenti di compra-vendita o di transito delle merci pure se la vendita non si era verificata e tutto ciò che avveniva durante la manifestazione, compresi liti, delitti e ruberie. Questa Fiera doveva essere molto importante, se, come risulta da queste annotazioni, a Fratta arrivavano acquirenti e venditori da paesi anche molto lontani.

Durante i tre giorni della Fiera si svolgevano anche giochi popolari come la lotta e la corsa, musica e spettacoli. Dal 1700 si effettuava anche il lancio di globi aerostatici.

Nel 1800 si svolgeva pure un gioco detto dello steccato, una specie di corrida con giovani buoi, sollecitati dallo sventolio di un drappo rosso e addentati ai garretti da un cane.

Nel 1836 il colera asiatico era alle porte dell’Italia ed ogni fiera venne bandita per evitare contagi, ma i priori del Comune di Fratta, come risulta da atti dell’anno successivo, spiegando le loro ragioni, ne chiesero il ripristino.

Nella seconda metà del ‘900 la Fiera di S.Michele Arcangelo ha perso via via d’importanza fino a scomparire del tutto; è stata ripristinata con Delibera del Consiglio Comunale n.11 del 26/02/1996. Dall’edizione del 2000 grazie all’impegno ed alla collaborazione dei frattigiani, alla Fiera è stata abbinata, nel centro storico, una mostra di prodotti artistici, artigianali ed iniziative varie tendenti a promuovere turisticamente il paese.