I Castelli di Montione e Orzolo

Montione

 

I Castelli

Prima che il castello di Fratta venisse fortificato, il ruolo di primo piani era detenuto da altri centri, soprattutto i castelli di Montione e di Orzolo.

La loro rilevanza era dovuta alla loro posizione, entrambi sul confine tra Todi, Perugia e Orvieto, tanto che di Orzolo si diceva che nel cosiddetto “sodo di non chiegli”, un pezzo di terra lì vicino, si potevano incontrare tranquillamente i vescovi delle tre città, come fosse un porto franco.

Nel censimento del 1290 Montione contava 68 famiglie, o “fuochi”, e Orzolo 62, mentre Fratta solo 31, che voleva dire che erano abitati rispettivamente da 340, 310 e 150 persone circa.

Per Montione e Orzolo passava il confine, e per questo erano molto tenuti in conto: erano fortificati, avevano una piccola rocca, dei loro massari, le loro famiglie nobili e anche un castellano.

Tra il XIII e il XIV secolo vennero in continuazione presi di mira, martoriati e ricostruiti, a causa degli scontri tra Todi, che aveva un territorio vasto ma difeso male, Orvieto e Perugia, il cui fronte privilegiato era proprio questo.

Fu l’incursione perugina del 1310, che fece capire ai tuderti che la linea di confine andava indietreggiata, e per questo Montione, che nel frattempo si era anche ingrandita cominciò ad andare in declino, a vantaggio del castello di Fratta che ne prese il posto; nel 1403 contava un centinaio di persone, anche se le famiglie nobili come Lupolelli, Sardoli, Bofolcucci, mantennero i loro possedimenti in zona, e a nulla servì l’esenzione dalle tasse che gli concesse Braccio Fortebraccio, visto che venne messa a ferro e fuoco poco dopo la sua morte. Ultimo tentativo di ricostruzione ci fu nel 1559, ma non riuscito perché la popolazione oramai se ne era andata, anche se nei documenti è sempre tenuto in conto, segno della storia che Montione aveva alle spalle.

Di tutto ciò rimane oggi, immersa nel verde, la chiesa di San Salvatore documentata da 1171, di proprietà privata, con all’interno un affresco a decorazione dell’abside, opera eseguita da un artista di provincia sconosciuto nel 1582, e qui trasportata nel 1649, essendo la vecchia sede rovinata. Essa raffigura il Ss. Salvatore al centro con il globo in mano, San Pietro e San Francesco. Esternamente ha un bel campanile e una facciata in terracotta. A tutto questo la vegetazione e le rovine che un occhio attento riesce a scorgere fanno da magnifica cornice.

Orzolo invece ha avuto una storia più altolocata. Conti di Calmangiare, di Chiusi, Montemarte, Landi, Oddi-Iacobi, furono i proprietari di questo territorio ambito dal XI sec. al Rinascimento, fino a passare alla Chiesa nel 1424.

Spesso si trovò in mezzo agli scontri, tanto che furono costretti nel 1300 a disseminare il territorio circostante di trentacinque punti di avvistamento, e anche per Orzolo il primo segno di cedimento fu la battaglia del 1310.

Atto finale fu il passaggio nel 1351 del castello di Collelungo a Benedetto di Buonconte Monaldeschi da parte del comune di Orvieto per motivi finanziari: tanto era temibile questo castello che nel 1375 la popolazione si era ridotta a cinquantotto persone.

Dopo l’ultima rivolta nel 1419 a causa delle tasse troppo alte, iniziò la distruzione vera e propria del castello.

Distrutto il castello, nacque il problema dell’assegnazione delle terre, che passarono di mano in mano, fino al 1665, quando vennero cedute a Margherita Astancolle, dietro il pagamento annuo di due piccioni, tanto era oramai il valore di quella terra che in passato aveva giocato un ruolo non indifferenze nei giochi di potere tra comuni e signori.

Montione

Secondo la leggenda fu edificato, in onore di Giove, dall’antico popolo dei Pelasgi. La sua origine antichissima è documentata dal ritrovamento di numerosi reperti paleontologici.

Nell’alto medioevo fu un villaggio di contadini e soltanto intorno al 1200 assunse la fisionomia di castrum a forma circolare, i cui segni si possono rinvenire nel resto delle antiche mura e nell’antico tracciato stradale.